In qualità di ortopedico, mi imbatto frequentemente nella preoccupazione dei genitori per la deambulazione a punte in dentro, o “intoeing”, nei loro bambini. Questa caratteristica si manifesta con una rotazione interna degli arti inferiori e può essere notata non appena il bambino inizia a camminare, ma può diventare evidente anche in età diverse.

Il cammino con le punte verso l’interno, il ginocchio valgo e il piede piatto sono le tre condizioni che portano più spesso i genitori a consultare un orotpedico pediatrico.

Cominciamo con il chiarire una cosa:

Nella maggior parte dei bambini al di sotto degli 8 anni, l’intoeing tende a correggersi da sola, senza l’ausilio di trattamenti.

Importante è sottolineare che questa condizione non è associata a dolore o allo sviluppo precoce di artrosi. Tuttavia, la presenza di dolore, gonfiore o zoppia durante il cammino richiede un’attenta valutazione ortopedica.

Le cause dell’intoeing sono principalmente tre: il metatarso addotto, la torsione tibiale e l’antiversione femorale. Queste condizioni possono essere genetiche e, di conseguenza, non prevenibili. Inoltre, l’intoeing può essere un sintomo di patologie neurologiche più complesse, come la paralisi cerebrale infantile, ed è per questo che una valutazione specialistica è sempre consigliabile.

Il metatarso addotto è una condizione comune nei neonati e si risolve di solito spontaneamente nei primi mesi di vita. Alcuni casi più severi possono necessitare di manipolazioni delicate, gessetti correttivi o calzature speciali.

La torsione tibiale, originata da una rotazione interna della gamba nel periodo intrauterino, si autocorregge nella maggior parte dei casi durante la crescita senza bisogno di interventi specifici.

L’antiversione femorale comporta un’extra rotazione del collo del femore, che induce il bambino a camminare con l’arto inferiore ruotato internamente. La condizione migliora anch’essa con la crescita e raramente richiede interventi chirurgici, riservati solo a casi particolarmente gravi che influenzano significativamente il cammino.

Per concludere, è essenziale trasmettere ai genitori che, mentre l’intoeing può suscitare preoccupazione, la prospettiva è generalmente positiva. La crescita e lo sviluppo naturale tendono a risolvere questa condizione senza interventi invasivi. Incoraggio i genitori a monitorare i propri figli e a consultare uno specialista in ortopedia pediatrica qualora emergessero dubbi o preoccupazioni specifiche.

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Domande frequenti sui piedi all’indentro (punte in dentro) nei bambini

Mio figlio cammina con le punte dei piedi all’indentro, è una patologia grave?

No, nella stragrande maggioranza dei casi in bambini sotto gli 8 anni l’andatura a punte in dentro (chiamata intoeing) si corregge spontaneamente con la crescita senza alcun tipo di trattamento. Questa condizione non provoca dolore né predispone all’artrosi precoce, e rappresenta una delle evenienze più frequenti e benigne della deambulazione in età pediatrica.

Quali sono le cause principali per cui un bambino cammina con le punte in dentro?

Le cause principali sono tre, spesso di origine genetica e non prevenibili: il metatarso addotto (il piede piegato verso l’interno), la torsione tibiale interna (rotazione interna della tibia dovuta alla posizione intrauterina) e l’antiversione femorale (una maggiore rotazione interna del femore). Ognuna di queste tre varianti anatomiche tende ad autocorreggersi spontaneamente con la crescita naturale.

Quando è consigliabile consultare un ortopedico per le punte all’indentro del bambino?

È consigliabile rivolgersi a uno specialista se l’intoeing si accompagna a dolore, gonfiore o zoppia evidente durante il cammino, oppure se l’andatura a punte in dentro persiste oltre gli 8 anni di età. La valutazione è utile anche per escludere che la rotazione interna degli arti possa essere il sintomo di patologie neurologiche più complesse, come la paralisi cerebrale infantile.